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ATTENZIONE! Linguaggio di parvenza scurrile a tratti.

Desiderio irrefrenabile

Soli, immobili, erano l'unica presenza nella radura spoglia. Persino il paesaggio, sgombro da vento e insolitamente nuvoloso per una mattinata d'estate, pareva sentirsi a disagio quanto il biondo di fronte allo straziante dolore del giovane ninja della Sabbia accasciato al suolo, con gli occhi ricolmi di lacrime maltrattenute e l'espressione più affranta che un essere umano avesse mai sfoggiato dipinta sul volto, quasi che allo stesso modo del genin di Konoha non comprendesse la sofferenza derivante da un'azione sconsiderata e brutale, che aveva nell'altro lasciato un segno indelebile.
Poi, improvvisamente, rieccheggiò un sussurro emesso con voce rotta.

-Tu... come hai potuto...-
-Gaara... ehm...-
-Tu... mi hai portato via la cosa che avevo più cara in assoluto...-
-...Ecco...-
-...Come farò ora?-
-...Ehm...-
-...E ora, cos'hai da dire, Naruto?-
E in quella pausa permea di un dolore inestiguibile, creata dalla sguardo fisso della vittima lacera delle sue vesti e bagnata di sangue negli occhi increduli del suo ignaro carnefice, null'altro poteva crearsi se non il silenzio più assoluto. Poichè nulla oramai era più da dire e nulla più poteva essere fatto.

-...-
-...-
-..."Mi dispiace?"-
Così, definitivamente, il cuore del rosso si spezzò e la rabbia assieme alla verità sfociarono incontenibili come un fiume in piena, travolgendo con furia il colpevole.

-MI DISPIACE?! Dopo tutto quello che mi hai fatto... ciò che mi hai ignobilmente tolto... e tutto quello che hai da dire... "Mi dispiace"...-
-...Ecco...-
-...Sei venuto qui, gonfio delle tue brame, hai visto quello che volevi, ti sei fregato di tutto il resto e dei miei sentimenti... ti sei preso LA MIA VITA! La mia esistenza sarà eternamente lacerata per questo!-
-Ma a me non sembra poi così grave, insomma...-
-Grave?! Naruto, hai lacerato tutto quanto, ti sei messo il IL MIO UCCELLO IN BOCCA! Senza il mio permesso, come se fosse nulla, tu mi hai DISTRUTTO!!-
-...-
-E ora, dimmene solo una... una misera, futile, ignobile motivazione per cui tu abbia dovuto farlo.-
-...-
-...-
-...Avevo fame.-
-...-
-Vedi Gaara, io non ho nulla contro di te, ma lui svolazzava lì,...- E indicò un anonimo punto nella piana -...tutto solo, ben nutrito... io avevo fame e...-
-...-
-...insomma, è capitato.-
-...-
-...-

-Me l'avevano regalato per il mio compleanno...-
-...?-
-...Temari e Kankuro avevano sperato potesse guarire la mie turbe psichiche...-
-...-
-...E gli avevo dato anche un nome, sai?...-
-...-
-...Si chiamava Gianbattista Ignazio...-
-o_O!-
-...Il mio piccolo falchetto Gianbattista Ignazio...-
-...Gaara?-
-Sì?-
-Lo avevi davvero chiamato Gianbattista Ignazio?-
-Sì.-
-Se è così, allora sta pur sicuro che con un nome del genere prima o poi si sarebbe suicidato dal dolore...-
-...-
-... Indipendentemente dal fatto che gli tirassi uno shuriken per mangiarlo o no.-
-...-
-...-

E questa parve rivelarsi una risposta sbagliata, perché di colpo gli occhi del rosso luccicarono sinistri.
-Oh no...-
-Sì, mamma, gli farò schizzare il cervello...-
-Oh no...-
-...Gli strapperò le budella...-
-Oh no...-
-...io vendicherò...-
-Azz...-
-...Gianbattista Ignazio!-
E tra i resti sanguinolenti del povero falco, chi Gaara aveva stretto in segno di estremo omaggio, una colonna di sabbia si alzò...

Fu così che, tre mesi dopo, Sakura e Sasuke assistettero al fenomeno straordinario di Naruto che rifiutava un piatto offertogli
gratuitamente al ristorante da Kakashi.
-Testa quadra, come mai così schizzinoso?...- obiettò Sasuke -...Dopotutto, è solo un patè di falco...-